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sabato 19 gennaio 2019

Solo per questa volta

"Solo per questa volta"

diretto da
Ettore Di Gennaro


Solo per questa volta”: quante volte è capitato di ripetere o di sentire pronunciare da qualcuno, a noi vicino, queste semplici quattro parole?
Non sempre, però, a questo “ultimatum” auto imposto, seguono le nostre azioni: a vincere, il più delle volte, è la tentazione che, nolente o volente, ci spinge a commettere anche gesti che si scontrano con i propri ideali o con gli insegnamenti e l'educazione che abbiamo ricevuto dalla famiglia.
Questo accade, purtroppo e sempre con più frequenza, quando ci si accinge al gioco d'azzardo: sono diversi i motivi che possono spingere un individuo a tentare la fortuna tramite giochi come: slot, gratta e vinci, poker e quantaltro ma, il passo dal fermarsi al dire “ma sì, solo un altro e solo per questa volta”, è troppo breve.
La ludopatia è, a tutti gli effetti, un disturbo patologico che riguarda il controllo degli impulsi.
Questa malattia può e deve essere curata; a questo riguardo, il “Corriere della Sera”, attraverso un articolo scritto da Ruggiero Corcella, tratta il tema e, come possibilità di uscita dalla dipendenza, sostiene: “[...]i Servizi pubblici meglio organizzati mettono a disposizione una serie di interventi multi-professionali e integrati che coinvolgono anche la famiglia”; possono prevedere “un eventuale ricovero, colloqui individuali, gruppi di psicoterapia, cure farmacologiche, gruppi per i familiari[..]. Le terapie ritenute oggi più efficaci sono quelle di tipo psicologico e psicoterapeutico: la terapia cognitivo-comportamentale è la modalità più efficace di trattamento - sottolinea il professor Maurizio Fea, psichiatra responsabile dell’area Gioco d’azzardo patologico di FederSerD. Esistono anche forme di trattamento fra giocatori e familiari, per esempio come accade nei gruppi di mutuo aiuto o anche in quelli condotti nei Servizi, che non sono esattamente il canone della terapia cognitivo-comportamentale, ma che comunque pescano molto in quel bacino”.


_Enrica_

domenica 25 novembre 2018

Scegli te

“Scegli te”



Gli studenti delle classi 5°A e B del Liceo Scientifico “L. Leo” portano in scena un cortometraggio incentrato sulla violenza sulle donne e sull'importanza di non rinunciare a denunciare un comportamento considerato inqualificabile da parte dell'uomo o di chiunque altro alzi anche solo un dito sulla donna.
Quanto mai importanti, al giorno d'oggi, con una percentuale di femminicidi e violenze sempre più alta (solo nel 2017, è stata stimata la media di una vittima ogni tre giorni) sono le politiche di prevenzione per cercare di fermare, con i mezzi a nostra disposizione e, soprattutto, a nostra tutela fisica, questi atti così vili e meschini.
A questo proposito, segnalo il numero istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per le pari opportunità: 

1522: è gratuito e attivo 24 ore su 24.

Qualsiasi violenza subita deve essere denunciata alle Forze dell'ordine competenti.


Qui il link del telefono rosa 1522: https://www.telefonorosa.it/gestore-1522/

_Enrica_

lunedì 24 settembre 2018

Due piedi sinistri

"Due piedi sinistri"
scritto da 
Nicola Guaglianone
diretto da 
Isabella Salvetti



In una piazzetta di Roma, un gruppo di ragazzini si sta cimentando a giocare a calcetto.
Dopo che la palla si allontana, Mirko la va a recuperare e qui si intrattiene con Luana, una ragazzina che ascolta la musica dietro ad un muretto: le offre un gelato ma, alla vista della sedia a rotelle sulla quale è seduta, Mirko cambia idea e, al pensiero che possa essere preso di mira e in giro dal gruppo di amici, ritira l'invito.
Ma non è tutto come sembra: dietro al suo imbarazzo c'è altro: sta a voi scoprire cosa, realmente, lo destabilizza.

Il corto si è aggiudicato, tra gli altri premi, il Globo d'oro come “Miglior cortometraggio”.


_Enrica_

lunedì 10 settembre 2018

Noir tales

"Noir tales"
diretto da
Ettore Di Gennaro


L'associazione culturale 3dproduction torna con un nuovo progetto, “Noir Tales”: un omicidio all'interno di un motel è l'evento scatenante: ad essere fatali, per una giovane donna, sono state 7 coltellate e, ora, l'unico interesse, è quello di assicurare alla giustizia, dopo accurate indagini, il colpevole di tale reato.
Andare a fondo della questione potrebbe, per chi se ne occupa, rivelarsi una scelta sbagliata e altri innocenti rischieranno di trasformarsi in ulteriori vittime.
Riuscirà, il detective, a mettere insieme tutti i tasselli e a risolvere gli enigmi?

Qui il cortometraggio: www.youtube.com/watch?v=g0R8CUdzVa8

_Enrica_

ABCD

"ABCD"
diretto da
Daniele Morelli


In una realtà ormai dettata dalle conversazioni che avvengono, per lo più, attraverso gli schermi di un computer o di un cellulare, così astratte e sbrigative, si inserisce il cortometraggio “ABCD”: il luogo prescelto è un ristorante (L'ABCD, per l'appunto) e i protagonisti, per comunicare tra loro, hanno a disposizione solo dei fogli precedentemente stampati; l'atmosfera che regna è tetra, angosciante e non sembra voler dare spazio ad alcuna emozione ma, a volte, trasgredire e andare oltre alle regole imposte dall'esterno, è il solo scenario possibile.


_Enrica_


Oltre (beyond)

"Oltre (beyond)
scritto da Paolo D'Alessandro
diretto da Ettore Di Gennaro


Un corto dove, a fare da protagonista, è la “prigionia” di un uomo che vive uno stato depressivo; vengono rappresentate le routine, la solitudine e la tristezza e, a tratti, la disperazione di colui che “sconta” la sua pena lontano da tutti e tutto ma anche la speranza di poter, un giorno, ritrovare sé stesso e le persone lasciate all'esterno, di andare “oltre” i confini imposti dalle sbarre costruite a causa della depressione che separano solo fisicamente i legami nati e solidificati nel tempo ma che, mai, potranno mutare.

Il cortometraggio è stato girato all'interno dell'ex carcere di San Francesco di Parma, rimasto attivo fino al 1993.


_Enrica_


L'amore trova sempre la sua strada

"L'amore trova sempre la sua strada"
diretto da
Fabio Breccia



Il corto si apre mostrando un gruppo di bambini, maschi e femmine, intenti a giocare ma, tra questi spiccano le figure di un bambino e di una bambina che non smettono di cercarsi con lo sguardo; ad un tratto, cambia l'inquadratura e e ritroviamo i due cresciuti: lei è una giovane ballerina che si allena in teatro e si esibisce in piazza anche se “disturbata” dalle esibizioni di altri giovani; per questo motivo lui, inaspettatamente, compone per la ragazza una musica dandole così la possibilità di esprimere il suo talento al meglio delle sue possibilità.

Soar

"Soar"
diretto da
Alyce Tzue


Racconta la storia di una giovane ragazza intenta ad aiutare un piccolo viaggiatore al quale si è rotto l'aeroplano e che, per questo, è impossibilitato a proseguire il suo viaggio.
Con la forza di volontà e l'impegno i due riusciranno in quella che sembra, almeno all'apparenza, un'ardua impresa?


_Enrica_

Piper

"Piper"
diretto da
Alan Barillaro


Piper è una piccola di piovanello, ancora abituata ad essere cibata dalla sua mamma; un giorno, però, deve affrontare la sua paura per l'acqua e diventare “adulta” procurandosi da mangiare in autonomia.
Riuscirà nella sua impresa? Come si comporterà davanti all'acqua?

Il cortometraggio, nel 2017, si è aggiudicato l'Oscar nella categoria “Miglior coertometraggio animato”.

_Enrica_

Il gioco di Geri

"Il gioco di Geri"
diretto da
Jan Pinkava


Il cortometraggio, prodotto dalla Disney Pixar, racconta la storia di Geri, un anziano signore che, al parco, prepara la scacchiera per poter giocare; inizia con la prima mossa e l'inquadratura si allarga facendo notare, allo spettatore, che dall'altra parte dl tavolo non vi è nessuno: Geri è solo e, ad ogni mossa, cambia lato del tavolo ed attua le sue strategie.
Un corto – riflessione sulla solitudine di questo anziano signore che, però, con allegria e spensieratezza, trova un modo per fuggire da lei inventandosi un “altro io” con cui passare il tempo.

Nel 1998 vinse l'Oscar nella categoria “Miglior cortometraggio d'animazione”; venne ideato con lo scopo di sperimentare l'animazione.

Qui il cortometraggio: www.youtube.com/watch?v=r_WmoBfFMZg

_Enrica_

sabato 8 settembre 2018

L'arte di essere fragili

"L'arte di essere fragili"
diretto da
"I Cric"


Si tratta di un cortometraggio della durata di 2 minuti e 11 secondi; il protagonista è un professore universitario che tiene un discorso profondo ai suoi alunni raccontando loro che, un tempo, anche lui si considerava un uomo forte ma che, ad un certo punto, questa sua sicurezza ha lasciato posto alla fragilità, una condizione difficile da accettare che, alle volte, può trasformarsi in un inferno se si è soli; ma lui solo non lo è mai stato e la fragilità, mista alla vulnerabilità, gli ha permesso di scoprire la meraviglia riconoscendosi piccolo d'innanzi alla magnificenza della vita.

Il cortometraggio è ispirato all'omonimo libro scritto da Alessandro D'Avenia.




_Enrica_


Il circo della farfalla

"Il circo della farfalla"
diretto da 
Joshua Weige


É un cortometraggio del 2009 che racconta la storia di Will (Nick Vujicic), definito un “tronco umano” perché privo degli arti.
Fatale è l'incontro con Mendez, il direttore del “Circo della farfalla” e Will, speranzoso di poter trovare in lui una possibilità, decide di seguirlo.
Estasiato dalle esibizioni dei circensi, desidera avere un ruolo attivo nello spettacolo ma, almeno inizialmente, rimarrà nelle retrovie.
Grazie all'aiuto di Mendez, imparerà ad andare oltre i giudizi che gli altri esprimono su di lui e sulla sua disabilità facendo, di quest'ultima, il suo punto di forza; crederà nelle sue potenzialità e, grazie a queste, riuscirà a prendere una maggiore consapevolezza di sé.
Impara, dal direttore, una lezione importante e finalmente riuscirà a comprendere una frase da lui pronunciata: “Più grande è la lotta, più glorioso è il trionfo”.

_Enrica_

Andy l'alieno

"Andy l'alieno"
scritto e diretto da
Adriano Giotti

Un corto prodotto dall'"Associazione amici" di Poggibonsi; narra la storia dell'incontro tra Andy, un ragazzo affetto da autismo dall' età di 2 anni, e di Tommy, apparentemente svogliato, chiuso nel suo mondo che racchiude la passione per la musica.
Un giorno, quest'ultimo, quasi obbligato dai genitori, si ritrova ad aiutare "Andy l'alieno": è un ragazzo che cammina in punta di piedi, non cerca un contatto visivo e fisico ed emette solo suoni, non sorride ma, a modo suo, cerca di stabilire un rapporto con chi gli sta vicino.
L'elemento centrale del corto è la relazione basata sulla fiducia e di affetto che, con impegno e con costanza, si instaura tra i due protagonisti.
Vengono rappresentati due mondi apparentemente lontani, ma più vicini di quanto si possa immaginare.
Il suggerimento che vuole offrire Giotti - e che, personalmente, condivido - sembra essere quello di potere e dovere andare oltre all'iniziale "paura" e/o "disagio" nell'incontro con l' altro e, grazie a questo, cogliere la preziosa possibilità e l'occasione di arricchirsi e migliorarsi.
Il corto si è classificato terzo nella quinta edizione del Festival " Raccorti sociali. Piccoli film per grandi idee".
_Enrica_